Chiamatemi Bree, Bree Van der Kamp!

La Smamma adolescente era una che ci teneva il giusto a compiacere la gente. Non era rissosa, ma polemica, forte dei suoi 15 anni, questo sì. Non era ribelle, se per ribelle si intende rifiutare le forme di autorità dettate da casa e scuola, però aveva scoperto il ‘punk’ e voleva che anche il mondo la vedesse così per cui si faceva coraggio sotto t-shirt bucate ‘Anarchy’ o ‘Fuck the state’ e spille da balia infilate nei jeans logori.  Andava nei centri sociali ma non fumava. Prendeva buoni vuoti ma marinava il 60% della classi di mate. Faceva quella che non deve mai rendere conto a nessuno ma tutti i giovedì andava a pranzo dalla nonna. Stava sempre un po’ a metà, per intenderci – chè adesso che ci penso forse era un po’ paracula.

Poi si cresce e si cambia, si dice.

Le prime avvisaglie c’erano state coi pub-quiz delle domeniche sere pre-prole. Alla serata quiz, molti partecipavano solo per ridere delle scelte musicali improbabili del quiz master Steve o per le gag in olando-inglese di Rutger, altri per le birre a 2 euro o le tapas a 3. La Smamma il quiz lo prendeva molto sul serio. Sì, si rideva si scherzava, si beveva la birra ma al quiz la Smamma ci andava per vincere.

Poi ci furono le gravidanze, il trasferimento a suburbia e del quiz rimase solo qualche aneddoto divertente e un set tascabile di attrezzi per giocare all’allegro-fabbro.

Con l’arrivo della prole, l’improvvisa competitività della Smamma finì nel dimenticatoio assieme alla depilazione alle gambe e al sonno ristoratore.

Passarono un paio d’anni, arrivò la figlia numero 2 e si iniziarono asili nidi  e con gli asili nidi le feste di compleanno e con le feste di compleanno, le torte, per la precisione la numero 3 della Kowsky. E qui la Smamma sbroccò nuovamente. Perché non si poteva andare semplicemente al supermercato e comprare quella già fatta di Dora l’Exloradora o se si desiderava quel tocco d’artigianale in più ordinarla in pasticceria  – quella poi soprannominata Cartier(* qui però l’appunto è doveroso: la Smamma fece il gesto di informarsi ma si rese ben presto conto che in un paese ‘pijo’ come SQC le torte si vendono a peso d’oro e pur competitiva&perfettina, la Smamma avrebbe dovuto privarsi di un rene o del Bimby – ma preferibilmente di un rene – per poterne acquistare una!). Ebbene no, la Smamma osservò bene quella della pasticceria e pensò ‘e che sarà mai un pan di spagna su 5 livelli ricoperto di fondant e personaggi di zucchero rappresentanti Alice nel paese delle meraviglie, il cappellaio matto, lo stragatto e la regina di cuori! A me Cartier mi fa un baffo, la farò io con le mie sapientissime mani. Anzi, ne farò due: una per l’asilo e una per la festa a casa!’.

E così fu. Tralasciamo il fatto che la Smamma impazzì e in quella cucina, in quel forno, ci vennero sì fuori due torte (una Hello Kitty e l’altra di Frozen) ma per poco non ci venne fuori pure un divorzio. Tralasciamo il fatto che la Smamma rimase a decorare la torta Frozen di piccoli fiocchi di neve fino alle tre del mattino e si svegliò alle 6 per infornare l’altra, godendosi pochissimo la festa di compleanno e sognando per le tre settimane successive zuccherini decorativi e olaf assassini.

Poi, tornò la calma. Almeno, fino all’inizio della materna.

Perchè alla materna, qui da noi in Catalunya, le tate sono ermetiche. La tata Miriam, per spiegarci meglio, comunica a strizzatine d’occhio. Ché uno lo prende come buon segno, ma io vorrei saperne di più…che so, mia figlia mena gli altri bambini? fa la cacca? dorme? mangia? perché la kowsky dice sempre che mangia pane&pera o pane&pesca che per l’amor di dio carboidrati e frutta mi sembra un’accoppiata vincente, ma vorrei sperare che i 124 euro al mese diano diritto alla fettina di tacchino occasionale. Occhiolino. vabbè. Allora alla Smamma viene un dubbio, un dubbio atroce: non è che alla tata Miriam starò sulle palle? e poi l’ideona, per soffocare ogni dubbio: sarò la mamma modello, sorriderò ma non chiederò più se fa la cacca, sarò puntuale e discreta, mi ricorderò sempre che il mercoledì c’è il cambio grembiule, stirerò le lenzuola e metterò le etichette al cambio. Sarò impeccabile. Inappuntabile, E quando arriverà la circolare che chiede alla famiglia di collaborare con oggetti dell’autunno, faremo gli originali, altro che mandarini, noi porteremo la melagrana e quando ci renderemo conto che non siamo stati originali per un cazzo e che la mamma della Salma ci aveva preceduti (maledetta!), ci proveremo col cachi, se necessario andremo a funghi e priveremo una qualche lumaca del suo guscio pur di sentirci dire che ‘guardi, signora, siete stati bravissimi e in effetti sua figlia è un po’ stitica e prepotente’.

Dadda dice che la Smamma soffre della Teacher’s Pet Syndrome. Può essere, non dico mica di no. E a guardarmi da fuori mi sto sulle palle pure io, credetemi. E’ per questo che quando ieri è arrivata a casa la circolare che recita ‘cari genitori, ecco per voi una sfida (palpitazioni della Smamma, adrenalina a mille): vi chiediamo di essere creativi (occhi che sberluccicano, tremolio alle mani) e partecipare alla tradizionale gara d’autunno – travestimento castagne, pigne e patate dolci’, la Smamma ha capito che doveva fermarsi, ha consegnato il foglio al Dadda simbolicamente consegnando sè stessa alle autorità e con la voce spezzata gli ha sussurrato ‘guarda, ecco un progetto fatto apposta per te!’. Poi, segretamente, è andata subito su google a cercare idee, ma questa è un’altra storia.

L’unica cosa che non mi spiego è…si cresce, ok. Si cambia, ok. Ma come ha fatto l’adolescente che si sentiva Nancy Spungen a diventare Bree Van der Kamp?

Bree_Van_Der_Kamp

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4 Responses to Chiamatemi Bree, Bree Van der Kamp!

  1. hermione says:

    Consiglio di rivedere tutte le serie di Desperate Housewives perché, ogni tanto, c’erano dei flashback sull’infanzia di Bree che spiegavano la sua personalità (tipo che era cresciuta con una matrigna). Non so se possono aiutarti a rispondere alla tua domanda, ma almeno potrai farti quattro risate 😉

  2. sfolli says:

    Hahaha oddio da Nancy a Bree uaaauaa
    ora però vogliamo le foto delle torte!
    (Io pure al terzo compleanno sono impazzita, però la torta di stregatto me la son fatta fare da una mia amica super brava. ..quest’anno pensavo a un fenicottero. E mancano ancora due mesi abbondanti. Che dici sino un filo eccessiva?;) )

    • adesso ti posto le foto delle torte, che se no so che non mi credi 😉
      (In gran segreto comunque anche io sto già pianificando torte, ma qui in rehab non lo deve sapere nessuno , se no mi cacciano!).
      A proposito di compleanni, auguri super in ritardo al piccolo Jonathan! besos

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