L’Estate Paziente

E’ stata un’estate particolare.

Un’estate non-estate, un’estate che non ho ancora capito dove sia finita o come sia svolta ma ci dicono terminata. La prima estate in quattro. La prima estate in cui la Kowsky camminava autonomamente. La prima estate in cui il nostro rientro vacanzifero in Italia non ha causato malumori e strascichi. Per ora, almeno.

Questa doveva essere una grande estate ma è stata un’estate…mhm…un’estate boh rende bene?

Io su quest’estate avevo delle grandi superficialissime aspettative che andavano da un tripudio di bagni in mare e piscina,  a castelli di sabbia e bambini impanati, passando per baby-dance, sala giochi e quant’altro di trashissimissimo ci possa essere da fare per un bambino in Romagna.

In realtà -a parte un tempo infame che sicuramente non ha aiutato – non ho ancora ben capito cosa ci abbia fregato.

Dei 10 giorni in Romagna, ci rimarrano, in ordine sparso:  il Pulcino Gino e la baby dance (che questa sì che non ha deluso le aspettative e anzi,  ‘ci’ ha fatto scoprire le gioie di Cristina D’Avena&Co da cantare a squarciagola in auto), i  batticuori, le ansie, gli infiniti ‘oddio, cosa mi metto?’ e il primo bacio di una sorella adolescente, una collezione di MyLittlePony su cui a ogni cavallino smarrito  o dimenticato chissà dove una mamma con rinomati disturbi ossessivo-compulsivi deve cercare di mantenere la calma, una Kowsky spesso lagnosa e capricciosa e non particolarmente amante del sole (ma ci sta, chè lei è mezza scozzese), una Lottie semi-invisibile dai mille riposini diurni e ancora in versione bebe’ quindi molto poco molesta, tanti giorni di pioggia, nuvole scure, la mamma che ha ovviamente fatto la valigia alla cazzo e dimenticato tutte le calze della Lottie e non ha portato nemmeno una maglia a maniche lunghe per la Kowsky con conseguenti sguardi di disapprovazione della Nonna D.

Poi, in montagna dal Nonno S. sull’Appennino bolognese: rimanere basita nello scoprire il cinismo e la freddezza pragmatica di una sorella già oltre l’innamoramento marittimo (‘tanto lo so che le storie al mare funzionano così) quando io, super immedesimata e memore dello struggimento estivo adolescenziale degli amori che furono, già mi preparavo un discorsone sulle email che si sarebbere potuti scrivere e facebook e chissà magari l’anno prossimo vi rivedrete. Le sfuriate del Nonno S, re incontrastato dei fornelli e della spesa e anche un po’ desperate housewife, con la Bisnonna J, rea di sbriciolamenti selvaggi, sproloqui e ipocondria perenne, La perenne attesa degli arrivi e l’ombra costante delle partenze. Le zanzare e le more da raccogliere. Le passeggiate con la Lottie marsupiata e la Kowsky camminante alla ricerca di Bambi e dei Sette Nani. L’arrivo del Dadda e quelle meravigliose 24 h in cui la Kowsky non ha avuto occhi che per suo padre. I giochi sul prato, le grigliate e le colonie di gatti da sfamare.

La Scozia e i suoi 12 gradi ad Agosto caso mai vi foste dimenticati che qui siamo più in alto di Copenaghen. Gli arcobaleni e i cieli che si muovono veloci. Il gatto Toots ciccione e bontempone e le sue tante vittime. I cerbiatti all’orizzonte – sempre i soliti quattro, le passeggiate nei boschi a contare le pecore e guardare le mucche che la Kowsky ha battezzato coi nomi degli animatori della baby-dance (tra i vari ‘rossella’ e ‘marco’ c’è scappato pure un ‘passeggino’ ma vabbè), il fidanzamento della Kowsky con il principino biondo Hamish, la grande intesa con la pecora Shaun e la cavalcata sugli asinelli. Splishete splashete con i wellies nelle pozzanghere, à la Peppa Pig. Le cene alle 7 in punto come compromesso tra i due mondi, la cucina meravigliosa di Granny, Grandpa B che suona l’armonica, la Kowsky che improvvisa un ceilidh (danza tipica scozzese), la Lottie che osserva tutto coi suoi grandi occhi fiordaliso e assaggia i mattoncini dei lego.

E, infine, la città di provincia nel Nord Italia. Quella terra di mezzo, quella sosta che tanto preoccupa e che invece è stato un piacevole pre-rientro. Le passeggiate intorno a casa della Nonna D a guardare i gatti. I pomeriggi all’altalena a fare amicizia con i bimbi autoctoni. L’improvvisa accondiscendenza della Kowsky, il suo voler andare a lavorare con la Nonna, le spese al supermercato e il giro in giostrina. Il voler indossare la borsetta e mettersi lo smalto (a due anni 1/2!!!), gli amici che passano a trovare, le ‘zie’ e le cene giapponesi, la vicina che porta una torta e fermarsi tutti a chiacchierare sul pianerottolo col chaos di bambini che giocano, lattanti che urlano, cani e gatti.

E’ stata un’estate un po’ così. Però a ripensarci adesso, un po’ mi manca.

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4 Responses to L’Estate Paziente

  1. Sfolli says:

    heheheheh sempre bello rivedere questa clip!
    La Kowsky e la Lottie sono due bambine fortunate ad avere tutte queste esperienze nel loro bagaglio e anche ad avere nonni ma anche una Grannie e un Grandpa che se le sono potute strapazzare di coccole ❤
    Detto questo, dopo un po' baaasta, e finalmente si ritorna alla normalita', aaaah che bello tornare a casina propria yay 🙂

    • Tu ne saprai qualcosa, immagino 😉
      Ti bacio, darling sfolly…oh, sbaglio o a breve ci sforni tic-toc? Bello, bello, bello!!!!
      “winter’s a good time to stay in and cuddle
      But put me in summer and i’ll be a happy…snowman!’

  2. lalaiza says:

    A parte che ho letto i tuoi messaggi sul blog e l’ultimo mi ha fatto commuovere (ebbene sì, nonostante tutto ho un cuore). Volevo venire a ringraziarti e… Trovo questo post bellissimo! (Sarei curiosa di incontrare la mucca Passeggino)… A breve tornerò a scrivere!

    • Che carina che sei, lalaiza!
      La mucca passeggino credo fosse una tipica mucca delle highlands. Presente quelle marroni con la frangina pelosa? Quale tra mille, poi, lo sa solo la kowsky. Ti abbraccio e mando un bacino speciale a quegli idoli di pupi di psycho e ova.

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