On The Road (con prole)

Ci siamo sentiti molto coraggiosi e abbiamo deciso di fare 4 gg e 3 notti fuori. Dico ‘ci siamo’ ma io in realtà non mi sentivo coraggiosa per nulla. Anzi, ho cercato di aggrapparmi a numerose scuse (le previsioni non sono il massimo;la Lottie ha 36.9;il traffico, le zanzare ecc…) e ho quasi concesso alla pigrizia di avere la meglio.

Non è che non volessi partire. Figuriamoci: a me il mare piace un sacco, adoro viaggiare, il campeggio mi ha sempre divertito…è che avevo paura che con le pupattole sarebbe stato un incubo, non una vacanza, e memore degli avvertimenti della Nonna D. (anche soprannominata Nonna Catastrofe per l’immancabile pessimismo cosmico) vedi ‘al mare i bambini si innervosiscono…minimo bisogna stare dieci giorni perché si ambientino ecc….’  temevo che per tre gg forse non ne valesse la pena. Il Dadda in questo è stato bravissimo e come spesso fa, mi ha bellamente ignorata.  Alla fine, siamo stati divinamente e io non sarei più tornata a casa.

Di questa mini deliziosa vacanza, traggo le seguenti conclusioni:

La Kowsky&Il Mare. A parte che non c’è stato nulla da fare: per la Kowsky il mare era il fiume grande – ‘Mamma, guadda che bellissimo il fiume grande!’ è stato l’esordio appena scesa dalle macchine e scorto l’orizzonte blu – il suo rapporto con il mare è stato di amore e timore. Si è divertita ad osservarlo con attenzione studiando barche, bagnanti e gabbiani.  Ha pucciato i piedini nella spuma squittendo di gioia quando vedeva l’onda arrivare ma senza mollare mai la mia mano. E ha prontamente ridarguito preoccupatissima suo padre – ‘dadda, no, come back!’ – quando da bravo Scozzese incurante del freddo si è tuffato nel Mediterraneo con la grazia di un salmone vichingo. In compenso, con la  piscinetta per bambini è stato amore a prima vista: non sarebbe mai uscita e ha passato ore con un sorriso da Stragatto a schizzare e farsi schizzare dai bimbi. A dimostrazione degli effetti benefici dell’ammollo in piscina perenne, si è docilmente fatta spalmare crema senza protestare (mai successo), messa cappellino in testa senza protestare (mai successo), tenuto cappellino in testa senza protestare (mai successo) e fatta asciugare senza protestare (mai successo).

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Il ‘fiume grande’

La Kowsky & Dadda in versione acquatica

La Kowsky & Dadda in versione acquatica

Lottie versione on the beach

Lottie versione on the beach

La Lottie aka Il Soprammobile. La povera Lottie soffrendo della condanna dei secondogeniti è stata parcheggiata in più locations e ha come suo solito graziato la famiglia con il suo placido stare-ovunque. E’ stata vista in modalità on the beach in due versioni: nell’ovetto e direttamente sulla sabbia. Nella prima variante ha dormito riparata dai venti dal plastico anti-pioggia e faceva molto E.T qui, nella seconda ha beneficiato di un po’ più di attenzioni soprattutto da parte della Kowsky che abbiamo il sospetto le abbia fatto uno svezzamento anticipato con granelli di sabbia e alghe. Altro che semolino e tapioca, qui!  L’apoteosi l’abbiamo raggiunta l’ultimo pomeriggio, quello in cui un Dadda raggiante e, credo, sentendosi alquanto onnipotente, l’ha portata a vedere l’ultima partita del campionato Spagnolo al bar della piscina godendosi un super all inclusive di football, birra ghiacciata e secondogenita. La Lottie non si è scomposta più di tanto neanche al ‘GOOOAAL’ e con questo penso si sia definitivamente aggiudicata la fetta più grossa dell’eredità paterna.

Lottie by the pool

Lottie by the pool

Sleeping Beauties. A dispetto delle previsioni pessimistiche della Nonna Catast D., le piccole si sono rivelate vere creature da spiaggia: hanno dormito come non succede mai, entrambe e a lungo, e hanno mangiato…beh, la Kowsky ha mangiato in maniera un po’ anarchica ma suvvia, era in vacanza! Del resto, anche se mangia prima i fusillli al pomodoro, poi la banana e infine la salsiccia, nello stomaco poi si rimescola tutto. O no?
Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio. Io non è che sia una control freak, però c’è un motivo se la valigia delle pupe l’ho sempre preparata io. Potrei riassumere dicendo che l’altro membro adulto di questo clan è uomo, oppure aggiungere dettagli tra i quali il fatto che questo membro adulto sia Scozzese e quindi con concezione termica diversa dalla mia, molto minimal e anche un po’ smemorato. Ebbene, costui mi chiede un gesto di fiducia estremo: far lui i bagagli delle bimbe. Io tentenno poi cerco la via di mezzo. Insomma,  fingo di dargliela questa fiducia insieme ad una lista dettagliatissima whattsappata di cosa infilare in valigia. Perfetto. Arrivati a destinazione e disfando quindi il borsone, mi accorgo che le due felpe della Kowsky erano diventate un cardigan di quelli belli sottili primaverili, i pannolini acquatici della kowsky non erano stati acquistati e i vestiti per la Lottie abbinati in modo…ehm…diciamo alternativo. Il risultato è stato che la Kowsky ha girato per 3 gg con la stessa T-shirt e 15 strati di altri capi d’abbigliamento per compensare il freddo artico che faceva in roulotte la sera. E la Lottie, povera dolce Lottie, a lei è toccato il look chupa-chups: maglia rosa e leggings gialli! E quando ho osato criticare la scelta stilistica, il Dadda risentito ha spiegato che rosa e giallo invece sono molto ‘fashionable’ insieme. Seeee, se sei un hoompa loompa magari!

ecco cosa succede quando alla valigia ci pensa Dadda

ecco cosa succede quando alla valigia ci pensa Dadda

Kowsky con la famosa T-shirt degli Stone Roses portata per 3 gg

Kowsky con la famosa T-shirt degli Stone Roses portata per 3 gg

 

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…e anche qui…

Tutto ciò, quindi, per rifarmi a un post di C’era una vodka è per confermare che sì, partire con prole è possibile. Solo che è meglio se la valigia la fa la mamma!

Kowsky che sgrida il padre reo di essersi tuffato in mare

Kowsky che sgrida il padre reo di essersi tuffato in mare

Altalena con Dadda

Altalena con Dadda

Attentato agli occhi di Dadda

Attentato agli occhi di Dadda

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