C’era una casa molto carina…

casetta 3

Era un quinto piano senza ascensore, con le scale strette strette e ripide e, chissà perché, i gradini erano più alti tra il primo ed il secondo piano. A te piacevano perché le ‘cale’ sono la tua recente ossessione ma avevamo un patto: solo con la manina della mamma, e a te che sei testarda, questa cosa non è che andasse  proprio giù e trovavi sempre il modo di arrampicarti su per qualche scalino da sola. Abbiamo rischiato bernoccoli ma ce la siamo sempre cavata.
Erano 40 m2 e ci eravamo illusi che sarebbero bastati quasi per sempre. Ma ora che arriva anche la fetina, beh, ci siamo dovuti arrendere all’evidenza: eravamo effettivamente un po’ stretti!
Era un ultimo piano e per questo un forno d’estate e una cella frigorifera in inverno. E ogni Gennaio mi dicevo che sarebbe stato l’ultimo, che non si poteva girare per casa con guanti e berretto, ma poi arrivava la primavera e mi illudeva che il freddo non sarebbe più tornato e io ci cascavo ogni volta.
C’era una bella terrazza e prima che nascessi tu ci abbiamo ballato la salsa e grigliato salsicce. Poi, con il tuo arrivo, le feste sono diventate pomeriggi a fare bolle di sapone e a infilare le biro colorate della mamme tra le assi di legno del pavimento. La preferita della mamma, quella viola, è ancora sepolta laggiù e ti perdono solo perché ti amo.
Su quella terrazza la Tiffy ha miagolato ai piccioni, dormito nel vaso del rosmarino di dadda e si è sentita per la prima volta in vita sua un vero felino catturando e aihmè uccidendo dei topini. A quel punto, è bene ammettere che la mamma quella terrazza l’ha un po’ stracancherata. Perché va bene tutto, ma i topi in terrazza no!!! Poi, così come sono venuti, i topini superstiti se ne sono anche andati e l’armonia in casa si è ristabilita.
C’erano i vicini che avevi imparato a salutare dicendo hola e adios, e se li incontravamo per le scale dovevamo aspettare che se ne andassero perchè tu dovevi per forza rimanere a ‘chiacchierare’ fino all’ultimo. Ti piaceva molto la dirimpettaia ‘Rosaio’ e il bimbo che crediamo si chiamasse lionel, ma non ne siamo del tutto sicuri. E sei stata fortunata che dalla tua nascita ad ora, Sergio, il cubano rumoroso del piano di sotto sembra sparito. ‘è negli usa’ dice la voce ufficiale. ‘è in galera’ si mormora per le scale. Usa o galera che sia, ci siamo schivati interminabili orazioni al sapore di rum e le occasionali comparsate sul pianerottolo nudo come mamma l’aveva fatto.
In quella casina, Il rintocco di una campana – di quale chiesa non siamo mai riusciti a capirlo- ci avvisava dei quarti d’ora che scorrevano. Era bello non dover cercare l’orologio per sapere che erano le otto!
Era una casa molto carina con un bagno più piccolo di quello della cabina di una nave, due gradini in sala su cui sei inciampata più e più volte, finestre che si chiudevano e mai più si aprivano oppure si aprivano e mai più chiudevano. Era una casa allegra e colorata, sconclusionata ed affollata.
Era una casa che ci era diventata un po’ troppo scomoda, e io non so..volevo solo che sapessi che lì siamo stati davvero molto felici.
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10 Responses to C’era una casa molto carina…

  1. ipadmama says:

    troppo carino questo post..
    hai fatto bene a dirglielo..

    la felicità va condivisa…
    Ti aspetto da me se ti va… 🙂

  2. Sfolli says:

    hehehe bella la presentazione del blog, dopo ripasso con calma (oggi fervono gli arrivi dalla…Scozia! per il compleanno di Picca :-)) Grazie di essere passata!!

  3. suster says:

    Ehi, ma questa sembra un po’ anche casa mia!
    A parte che le feste sulla terrazza non si facevano a salsa e salsicce (ah ah) ma a pizzica e sangria, ma per il resto….
    E vuoi proprio saperla una cosa? Ho pubblicato un post con identico titolo meno di un mese fa.
    Solo che lì parlavo della casa che sarebbe potuta essere e mai è stata.
    ecco:
    http://pisaendlove.blogspot.it/2013/12/cera-una-casa-tanto-carina.html

    • Sì, avevo notato il titolo del tuo post – che coincidenza 🙂 !!! E volevo poi anche scriverti che a proposito di segnali, il giorno della prima visita un piccione mi centro’ in pieno dal cornicione. Schifo a parte,olo interpretai come segnale positivo, però.
      E comunque, pizzica e sangria tanta roba. Ma tu ce l’hai il cubano molesto e nudista?;)

  4. Alessandra says:

    Anche noi stiamo transitando da una casa carina e piccina ad una grandina in previsione di prossimo aumento della famiglia…il nostro vicino non era cubano e non posso dire di averlo visto completamente nudo in pianerottolo, ma suonava la chitarra elettrica alle due di notte (e se posso permettermi con scarsissimi risultati!) ma il peggio s’è raggiunto con l’arrivo della nuova fidanzata che è una gran schiamazzatrice durante le performance notturne e pure a vederlo lui non lo facevo così aitante…però ragazzi un minimo di contegno!!!

    • A haha, la schiamazzatrice notturna in questa casa mi manca. Per fortuna!!! In compenso, ho avuto dei coinquilini argentini che di notte…lasciamo perdere, che è meglio. Magari un giorno ci scrivo un post. Un grande in bocca al lupo per il trasloco!

  5. Ceraunavodka says:

    Noi pure in 45 mq e per ora va tutto bene. Però non so per quanto potrà durare la convivenza a tre in cotanta strettezza. Soprattutto non so quanto potrà durare ancora il co-sleeping

    • Ti capisco. Noi ci siamo decisi quando sono rimasta incinta per la seconda volta. Più che lo spazio, quello che mi stava distruggendo erano i cinque piani di scale senza ascensore! Ogni volta che uscivo e dal piano terra guardavo in su, volevo piangere 😉 per il co-sleeping, no comment – noi co-sleepiamo ancora!

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