Bye bye Raval.

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Bye bye Raval.

E, insomma, all fine il dado è tratto: noi si cambia casa!
E con la casa, si cambia pure stile di vita e mica di poco. Perche’ noi si va da ‘the wire’ a wisteria lane e quindi, dopo 6 anni, bye bye raval.
E come salutarti, caro raval? Non sarò ipocrita, sai che abbiamo sempre avuto una relazione un po’ burrascosa, un rapporto fatto di alti e bassi, amore e odio. Ho sempre cercato di evitarti, fin dal principio e in più di un cambio-casa, ma chissà come mai, sei sempre riuscito a trattenermi con te. E ora che devo salutarti…chissà com’è -forse sono gli ormoni, non gasarti troppo- mi trovo a pensarti con affetto, come a un vicino cosi rompipalle che finisce per starti simpatico. E quindi, mio caro Raval, bye bye.
Bye bye alle tue stradine brulicanti di vita come un buio formicaio.. Bye bye a quelle tue case grigie tutte addossate l’una all’altra che quando le guardi dalla terrazza non si capisce dove ne inizia o finisce una, ai marciapiedi sempre  bagnati di piscio e acqua e detersivo. Bye bye ai bimbi pakistani che giocano a calcio con una lattina e a quelli filippini che fanno le prove del gangam style. Bye bye ai tuoi negozianti che non conoscono domenica o pausa-pranzo, a quelli preferiti dalla Kowsky, quelli che saluta con un ‘hola guapo’ e a cui manda i baci e che poi le regalano una ciliegia o due chicchi d’uva. Bye bye ai rumori del weekend, a quel incessante vociare notturno e ai canti molesti delle tre del mattino.
Bye bye pezzi di vita che ti entrano dalla finestra, quella totale mancanza di privacy dei patio de manzana, il vedere e il sentire lo scorrere delle esistenze altrui, che tu voglia o no.
Bye bye ratto Gil che anche se e’ da un po’ che non ti vedo e forse sei morto da un po’ in una delle tue scorribande notturne tra i rifiuti del ghetto, mi piace pensare che tu o la tua progenie viviate ancora nei tombini de la calle.
Bye bye ai luoghi che la kowsky ha imparato a riconoscere e che forse non si ricorderà mai, al parchetto della mattina, quello coi bimbi filippini e i pappagallini che fanno i matti, ai ragazzini che giocano a calcio a tutte le ore, incuranti delle mille scritte ‘no pelota’ appese alle finestre.
 E bye bye al parchetto del pomeriggio, quello con la sabbia che secondo la nonna ti ha fatto venire la bronchite, quello frequentato dalle giovani famiglie finto-hippie del raval nord con i bimbetti che non si sa se sono piu’ sgarruppati o trendy, e le conversazioni in inglese, francese, tedesco, italiano che si mischiano al catalano degli indigeni. Bye bye alle due madri di Ona che immancabilmente ci regalavano il pane o la pera alle sette di sera rovinandoci l’appetito per la cena ma chissene, vuoi mettere la faccia della Kowsky mentre puccia il pezzettino di pane nella sabbia e poi lo offre a Ona? Bye bye alle due bellissime sorelline brasiliane: voi e la vostra mamma sembravate simpatiche, ma ci avete sempre un po’ snobbato.
 Bye bye al baretto delle argentine che ci mettevano due pomeriggi a prendere le ordinazioni e altri due a portarteli, ma poi si facevano perdonare portandoti una granita alla menta che sapeva di mojito e un po’ di volte ti ha proprio fatto dubitare che non si trattasse di rum sotto ghiaccio, ma l’ignoranza è beata e ci andava bene così.
Bye bye Raval! Questo ha tanto il sapore dell’addio, più che dell’arrivederci.Una cosa, però, ci tengo tu la sappia: ti ho tanto criticato, ma poi sai che in fondo ti volevo bene.
Mi mancherai, ma non dirlo a nessuno!
1212581637_0 (1) photosSony 414
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